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Liberi anche dai vizi umani

In origine nelle favole gli altri animali erano l’incarnazione di certe caratteristiche umane. Simboli delle nostre virtù e dei nostri vizi. E questo era chiaro. Nel tempo però le abitudini negative che ci siamo abituati ad attribuire alle altre specie, hanno finito col soffocare del tutto la loro dignità. Quelle caratteristiche disprezzate negli umani sono oggi definite animalesche ed è considerato offensivo per l’uomo essere identificato con esse.

Così l’ingordigia umana è oggi quella del maiale. Dare del maiale a qualcuno è un’offesa, mentre siamo noi a offendere e a violentare questa creatura, snaturalizzata e costretta a ingrassare mangiando a dismisura del cibo che in natura non mangerebbe. Riflessioni simili sono da applicarsi alla presunta viltà del coniglio o all’ignoranza dell’asino e via dicendo.

Rispettare gli animali non umani anche attraverso le parole che pronunciamo e la destrutturazione di luoghi comuni senza senso, è oggi un modo importante per iniziare a restituire loro la dignità perduta.

Giusi Ferrari

Image by David Zinn – street art